Fipe avverte: Stop al Poker, si richia l’arresto
Dopo lo stop della settimana scorsa emanato dal Ministero dell’interno, anche la Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), dà le dritte ai suoi associati, mettendoli all’erta. Con la circolare del 10 settembre, inviata alle associazioni e sindacati pubblici esercizi aderenti e alla confederazione generale italiana del commercio turismo e servizi, la Federazione ricorda che l’esercente che organizza nel proprio locale o consente ad altri soggetti di organizzare tornei di poker rischia grosso perché commette il reato di gioco d’azzardo che è punito con l’arresto da quattro a sedici mesi e perde anche i requisiti di onorabilità previsti per l’esercizio dell’attività di somministrazione.  ”L’esercente che organizza nel proprio locale o consente ad altri soggetti di organizzare tali tornei – si legge nel testo della circolare – commette il reato di esercizio di gioco d’azzardo che, in questo caso, è punito con l’arresto da quattro a sedici mesi e con l’ammenda non inferiore a 274 euro. da tenere presente che a seguito della condanna definitiva l’esercente perde i requisiti di onorabilità previsti per il rilascio della autorizzazione e pertanto la stessa viene revocata”.
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